Today News
  • I nuovi anticoagulant­i orali per il tratta­mento dei pazienti af­fetti da fibrillazion­e atriale sono ancora­ sottoutilizzati in I­talia
    Fonte: Congresso della Socie­tà Italiana di Farmac­ia Ospedaliera, Milano 2016. E’ quanto emerge dai ­primi dati del proget­to Nemawashi, uno stu­dio osservazionale su­lla fibrillazione atr­iale presentato al co­ngresso SIFO a Milano­. Nonostante siano clin­icamente efficaci, ma­neggevoli e abbiano u­n buon profilo di sic­urezza, con una maggi­or appropriatezza pre­scrittiva avrebbero g­ià permesso un rispar­mio consistente per i­l nostro Sistema Sani­tario Nazionale, graz­ie ad una conseguente­ diminuzione del num­ero di ricoveri dovut­i a malattie cardio-c­erebrovascolari. Grazie alla collabora­zione di un gruppo di­ 5 Aziende Sanitarie ­Locali distribuite su­l territorio nazional­e, lo studio Nemawashi ­si è proposto di valu­tare la gestione tera­peutica dei pazienti ­affetti da fibrillazi­one atriale e l’appro­priatezza d’uso della­ terapia anticoagulan­te per il SSN. Lo stu­dio...leggi la news
  • Milioni di adulti negli Stati Uniti hanno una elevata pressione arteriosa sistolica e sono ad alto rischio di malattia cardiovascolare
    Fonte: Ann Marie Navar, MD, PhD - JAMA Cardiol. 2016;1(8):864-871. doi:10.1001/jamacardio.2016.2861. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti Ann Marie Navar, Michael J. Pencina ed Eric D. Peterson della Duke University di Durham, USA. Partendo dal presupposto che lo studio SPRINT ha dimostrato il beneficio di ridurre la pressione arteriosa sistolica (SBP) a 120 mm Hg, mentre altri studi, come l’HOPE-3, non lo hanno trovato, i ricercatori hanno voluto valutare la rappresentatività dello Sprint study e dell’HOPE-3 study rispetto ai pazienti degli Stati Uniti e hanno voluto esaminare i profili di rischio per le malattie cardiovascolari (CVD) in varie popolazioni con elevata SBP. Lo studio ha esaminato i dati provenienti da adulti non in...leggi la news
  • I livelli di FT4 più elevati sono associati ad un aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa anche nei partecipanti eutiroidei
    Fonte: Layal Chaker - Circulation http://dx.doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.115.020789. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Layal Chaker dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam. Partendo dal presupposto che l'associazione tra la funzione della tiroide e le malattie cardiovascolari è ben definito, ma tuttavia nessuno studio fino ad oggi ha valutato se si tratta di un fattore di rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD), i ricercatori hanno voluto esaminare l'associazione della funzione tiroidea con SCD in uno studio prospettico di coorte basato sulla popolazione. I partecipanti provenienti da Rotterdam Study erano ammissibili se di ≥45 anni,con dosati gli ormoni tiroidei (TSH e FT4) e con un follow-up clinico. In tali soggetti è stata valutata...leggi la news
  • La fibrillazione atriale è associata ad un aumentato rischio di morte e ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e renali
    Fonte: Ayodele Odutayo - BMJ 2016; 354 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.i4482 (Published 06 September 2016). Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Ayodele Odutayo dell’Università di Oxford. I ricercatori hanno voluto quantificare l'associazione tra fibrillazione atriale e malattie cardiovascolari, malattie renali e morte esaminando in particolare la correlazione con tutte le cause di mortalità, la mortalità cardiovascolare, gli eventi cardiovascolari maggiori, gli ictus, gli ictus ischemici, gli ictus emorragici, la cardiopatia ischemica, la morte cardiaca improvvisa, l’insufficienza cardiaca congestizia, la malattia renale cronica e la malattia arteriosa periferica. I dati sono stati estrapolati da Medline ed Embase. Sono stati identificati 104 studi di coorte che hanno coinvolto 9 686 513 partecipanti (587...leggi la news
  • Eseguire una coronarografia ed eventualmente una PCI nei pazienti che hanno avuto un arresto cardiaco aumenta la sopravvivenza anche se una percentuale significativa di pazienti non sono sottoposti a coronarografia
    Fonte: Nish Patel - JAMA Cardiol. 2016 doi: 10.1001/jamacardio.2016.2860. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Nish Patel della University of Miami, Florida. Partendo dal presupposto che le linee guida del 2015 sulla rianimazione cardiopolmonare consigliano di eseguire l'angiografia coronarica in pazienti rianimati dopo un arresto cardiaco con o senza sopraslivellamento del tratto ST (STE), i ricercatori hanno voluto valutare le tendenze, i predittori e gli esiti di esecuzione di una coronarografia /PCI nei pazienti rianimati dopo un arresto cardiaco (OHCA) con iniziale ripristino di tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare senza polso (VT / VF) dopo l’arresto. Sono stati esaminati 407.974 pazienti ricoverati in ospedale dopo OHCA dal 1 gennaio...leggi la news

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