Ultimi Blog Inseriti
- CALCOLO DEL FILTRATO GLOMERULARE
(40 commenti) - Metoprololo e allucinazioni visive...una serie di case report
(6 commenti) - Vericiguat e Sacubitril/Valsartan: l’unione fa la forza?
(1 commento) - Sacubitril/valsartan nel paziente con insufficienza mitralica funzionale: i dati dello studio PRIME
(1 commento) - Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì!
(13 commenti) - È improbabile che il consumo di caffeina causi fibrillazione atriale anzi un consumo abituale può ridurne il rischio
(32 commenti) - Effetti del sildenafil sulle funzioni ventricolare e vascolare nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione conservata
(3 commenti) - Antagonisti del recettore dell'endotelina nella fibrosi polmonare idiopatica: cè ancora da lavorare..
(3 commenti) - Ossido nitrico sintasi: regolazione e funzione
(3 commenti) - L’aspirina in prevenzione primaria: quali sono i rischi e i benefici? Risultati di una review e metanalisi
(2 commenti)
| Antialdosteronici: E’ arrivato il momento di modificare la terapia medica dello scompenso cardiaco? |
|
|
Fonte: N Engl J Med. 2011;364(1):11-21 e Curr Heart Fail Rep. 2011 Jan 5. [Epub ahead of print].
Dopo precedenti successi nella terapia dello scompenso cardiaco severo, grazie al recente studio EMPHASIS-HF (Eplerenone in Mild Patients Hospitalization and Survival Study in Heart Failure) è stato dimostrato come l’antialdosteronico sia di estremo vantaggio nel trattamento anche del paziente scompensato di minore severità, almeno sotto un profilo sintomatologico. La valutazione, infatti, del ruolo nell’eplerenone (antialdosteronico che, purtroppo, non è disponibile in Italia) nel paziente con scompenso sistolico e sintomatologia modesta ha dato risultati decisamente positivi. Nello studio EMPHASIS-HF, in particolare, sono stati reclutati 2.737 pazienti in classe II NYHA, tutti con frazione di eiezione <35%. In random e doppio-cieco, alla terapia ottimale dello scompenso cardiaco è stato addizionato eplerenone (fino a 50 mg al giorno) oppure placebo. L’end point primario è stato individuato nel composto di morte per cause cardiovascolari oppure ospedalizzazione per scompenso cardiaco. Lo studio è stato interrotto prematuramente, come pre-specificato, dopo 21 mesi (mediana), periodo durante il quale l’end point primario si è verificato nel 18.3% dei pazienti in trattamento con eplerenone e nel 25.9% dei pazienti in trattamento con placebo (hazard ratio, 0.63; intervallo di confidenza al 95% [CI], 0.54 - 0.74; p<0.001). Il 12.5% dei pazienti in trattamento con eplerenone è deceduto durante il follow up, versus il 15.5% dei pazienti in trattamento con placebo (hazard ratio, 0.76; CI al 95%, 0.62 - 0.93; p=0.008). Rispettivamente, il decesso era legato a cause cardiovascolari nel 10.8% e nel 13.5% dei casi (hazard ratio, 0.76; CI al 95%, 0.61 - 0.94; p=0.01). Le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco e per ogni causa erano ridotte con l’eplerenone. Iperkaliemia (potassiemia >5.5 mmol/litro era rilevabile nell’11.8% dei pazienti trattati con eplerenone e nel 7.2% dei pazienti trattati con placebo (p<0.001). Ciò, molto correttamente, ha permesso di far concludere testualmente agli autori che: “Eplerenone, as compared with placebo, reduced both the risk of death and the risk of hospitalization among patients with systolic heart failure and mild symptoms”. Sebbene la correttezza della suddetta, ripetiamo testuale, affermazione sia assolutamente fuori da ogni discussione “evidence-based”, la sua trasposizione alla vita reale potrebbe forse suscitare qualche perplessità. Ciò è stato già fatto da alcuni esperti, tra cui riportiamo il parere di due clinici della Cleveland Clinic, giustamente in accordo con le conclusioni dell’articolo del New England Journal of Medicine, ma anche perplessi di fronte a due aspetti. Il primo, cioè la pressoché completa oscurità relativa ai motivi del beneficio così evidentemente esercitato dagli antialdosteronici nel contesto dello scompenso cardiaco, è a nostro avviso di scarsa rilevanza pratica: i meccanismi conducenti all’azione benefica operata dagli stessi ACE-inibitori nello scompenso cardiaco ci sono largamente ignoti, stante la dimostrata attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone in pazienti scompensati e cronicamente ACE-inibiti, ma nessuno si è mai sognato di non prescriverli per questo motivo. Il secondo, invece, appare essere decisamente più cogente: nessuno, sintetizzano dalla Cleveland Clinic, contesta i dati dell’EMPHASIS-HF, ma nella vita reale si dovrà prestare molta attenzione ai potenziali eventi avversi, soprattutto rappresentati dall’iperkaliemia. Questa affermazione ci sembra condivisibile e, pertanto, siamo certi che il dibattito sull’EMPHASIS-HF proseguirà. Ciò, ovviamente, senza voler in alcun modo sminuire l’evidente beneficio esercitato dall’eplerenone nel paziente scompensato. |
- Trigliceridi dopo infarto: quanto serve ridurli per abbassare il rischio cardiovascolare?
Fonte: Schubert et al https://doi.org/10.1093/eurjpc/zwag076. Uno studio svedese basato sul registro SWEDEHEART ha valutato l’impatto della riduzione dei trigliceridi sul rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti dopo infarto miocardico (MI). Popolazione e metodo: 51.719 pazienti con MI tra 2005 e 2022; valutati cambiamenti dei trigliceridi dall’ammissione a 1 anno; esiti considerati: MACE (morte per tutte le cause, MI non fatale, ictus ischemico non fatale), mortalità globale e MI non fatale; analisi effettuata con modelli di Cox aggiustati. Risultati principali: mediana dei trigliceridi: 1,4 mmol/L all’ammissione, 1,2 mmol/L a 1 anno. I pazienti con riduzione maggiore dei trigliceridi (≥0,6 mmol/L, mediana 1,0 mmol/L) avevano i trigliceridi più alti al basale (2,2 mmol/L). Rispetto ai pazienti con...leggi la news - Ablazione della fibrillazione atriale: le meta-analisi confermano benefici a lungo termine
Fonte: Chen S, et al. Long-term outcomes after atrial fibrillation ablation: a meta-analysis. Nat Commun. 2025. PMID: 41900221. Negli ultimi anni, l’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale (FA) è stata oggetto di numerosi studi, con l’obiettivo di valutarne l’efficacia a lungo termine. Una recente meta-analisi pubblicata su Nature Communications ha fornito un’analisi completa degli outcome nei pazienti sottoposti a questa procedura. I risultati confermano che l’ablazione è associata a una significativa riduzione del rischio di recidiva aritmica rispetto alla terapia farmacologica. Questo beneficio si mantiene anche nel follow-up a lungo termine, suggerendo un effetto duraturo della procedura. Un altro aspetto rilevante riguarda il miglioramento della qualità di vita. I pazienti sottoposti ad ablazione riportano una riduzione...leggi la news - Cuore e diabete: il calo della mortalità cardiovascolare non riguarda allo stesso modo tutte le patologie
Fonte: Gong JY et al. Lancet Diabetes Endocrinol. 2025. doi:10.1016/S2213-8587(25)00265-7. Negli ultimi decenni la mortalità cardiovascolare è diminuita in molti paesi ad alto reddito, ma non tutte le cause di morte cardiovascolare hanno mostrato lo stesso andamento nel tempo. Uno studio multinazionale basato su dati amministrativi provenienti da nove giurisdizioni ad alto reddito in Europa, Australia, Canada e Corea del Sud ha analizzato le tendenze della mortalità per malattie cardiovascolari (cardiovascular disease: CVD) tra il 2000 e il 2023, confrontando persone con e senza diabete. Nel complesso sono stati registrati 2.92 milioni di decessi cardiovascolari durante 1.30 miliardi di anni-persona di follow-up. In tutti i paesi analizzati la mortalità totale per CVD e quella per...leggi la news - Gravidanza e valvole protesiche: rischi più alti con valvole meccaniche e uso di LMWH
Fonte: Van der Zande et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaf265. Le donne con valvole cardiache protesiche sono considerate ad alto rischio in gravidanza, principalmente per la necessità di anticoagulazione efficace. Tuttavia, i dati sull’impatto delle diverse strategie anticoagulanti sui risultati materni e fetali sono ancora limitati. Uno studio internazionale, basato sul Registry of Pregnancy and Cardiac Disease, ha analizzato 613 gravidanze tra gennaio 2018 e aprile 2023, con raccolta dettagliata su anticoagulazione e outcome cardiovascolari, ostetrici e perinatali.Risultati411 gravidanze con valvole meccaniche, 202 con valvole biologiche. Probabilità di gravidanza senza complicanze con parto vivo: valvole meccaniche: 54%; valvole biologiche: 79% (P < 0,001). Complicanze tromboemboliche e emorragiche più frequenti con regimi a base di eparina a basso peso...leggi la news
Ultimi Blog Inseriti
- CALCOLO DEL FILTRATO GLOMERULARE
(40 commenti) - Metoprololo e allucinazioni visive...una serie di case report
(6 commenti) - Vericiguat e Sacubitril/Valsartan: l’unione fa la forza?
(1 commento) - Sacubitril/valsartan nel paziente con insufficienza mitralica funzionale: i dati dello studio PRIME
(1 commento) - Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì!
(13 commenti) - È improbabile che il consumo di caffeina causi fibrillazione atriale anzi un consumo abituale può ridurne il rischio
(32 commenti) - Effetti del sildenafil sulle funzioni ventricolare e vascolare nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione conservata
(3 commenti) - Antagonisti del recettore dell'endotelina nella fibrosi polmonare idiopatica: cè ancora da lavorare..
(3 commenti) - Ossido nitrico sintasi: regolazione e funzione
(3 commenti) - Antialdosteronici: E’ arrivato il momento di modificare la terapia medica dello scompenso cardiaco?
(10 commenti)
Contenuti più bloggati
- Medico … cura te stesso!!!
(44 commenti) - Quanto tempo deve durare la fibrillazione atriale per iniziare l'anticoagulante?
(33 commenti) - Un ECG ingannevole
(33 commenti) - Col BBS son dolori…
(25 commenti) - una POLICITEMIA VERAmente pericolosa
(25 commenti) - Anticoagulanti ed antiaggreganti: come far coesistere due spinose realtà. La difficoltà di scegliere la terapia adatta nei pazienti con comorbidità
(24 commenti) - “RITMO SINCOPATO”
(23 commenti) - Un secondo parere
(23 commenti) - L’inibizione del CETP torna alla ribalta: i dati del REVEAL mostrano che l’anacetrapib ha ridotto gli eventi coronarici maggiori in oltre 30.000 pazienti
(23 commenti) - Alto rischio di morte nei pazienti con fibrillazione atriale che assumono digossina
(22 commenti)










































Mi resta un dubbio: hanno valutato il beneficio anche in presenza di comorbidità come l'insufficienza renale?
Io utilizzo spp canrenone e canreonato di K.
Avete suggerimenti alternativi validi?