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| Verapamil efficace come antidiabetico? Sembrerebbe di sì! |
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Fonte: Diabetes 2012; 61(4): 848-856.
Sebbene la perdita di massa β-cellulare sia uno dei processi più importanti nella progressione del diabete, non ci sono terapie che rallentino questo processo. È stato recentemente identificato un recettore TXNIP che potrebbe avere un ruolo a riguardo. La glicemia e il diabete regolano l’espressione di TXNIP, e la sua iper-produzione provoca l’apoptosi β-cellulare. Trovare un farmaco che inibisca l’espressione di TXNIP sarebbe un passo molto importante; questi autori hanno scoperto che il calcio antagonista verapamil inibisce l’espressione di TXNIP nelle cellule INS-1 e nelle insule umane, aumentando i livelli endogeni di insulina. Verapamil sembra anche promuovere la sopravvivenza β-cellulare e migliorare la sensibilità all’insulina nei topi. Quindi, per la prima volta, è stato identificato un farmaco che può inibire espressione di TXNIP, aumentare la sopravvivenza β-cellulare e prevenire, e persino migliorare, l’andamento del diabete. |
- Metalli ambientali e rischio cardiovascolare: una “umbrella review”
Fonte: Sun et al https://doi.org/10.1093/eurjpc/zwaf118. L’esposizione a contaminanti metallici e metalloidi presenti nell’ambiente è sempre più riconosciuta come determinante di salute cardiovascolare. Recentemente uno studio ha valutato in modo sistematico l’associazione tra tali inquinanti, la malattia cardiovascolare (CVD) e la mortalità per tutte le cause, integrando le evidenze disponibili da revisioni sistematiche e meta-analisi. Gli autori hanno effettuato una ricerca approfondita su PubMed, Embase e Web of Science fino al 9 ottobre 2024, includendo revisioni sistematiche e meta-analisi che valutavano il rapporto tra esposizione a metalli/metalloidi ambientali e rischio cardiovascolare o mortalità. La qualità metodologica e dell’evidenza è stata valutata con gli strumenti AMSTAR2 e GRADE. Sono state identificate 25 meta-analisi per un totale di...leggi la news - Prevenzione delle valvulopatie degenerative: il peso dei fattori CKM differisce tra uomini e donne
Fonte: Mayne et al https://doi.org/10.1093/eurjpc/zwaf514. L’approccio cardiovascular–kidney–metabolic (CKM) sottolinea l’importanza della prevenzione precoce e multidisciplinare delle malattie croniche. Un’ampia analisi della coorte UK Biobank ha valutato il ruolo dei principali fattori di rischio CKM nello sviluppo delle valvulopatie cardiache degenerative, esplorando le differenze di genere in termini di rischio e impatto sulla popolazione. Lo studio ha incluso 436.184 partecipanti (54,4% donne, età media 58 anni), liberi da valvulopatie e scompenso cardiaco al basale, con informazioni complete sui fattori di rischio CKM: ipertensione, diabete, obesità, ipertrigliceridemia e malattia renale cronica. All’arruolamento, oltre l’80% dei soggetti presentava almeno un fattore di rischio CKM, con l’ipertensione nettamente predominante. Durante un follow-up mediano di 13,8 anni, l’incidenza di stenosi...leggi la news - Proteomica e pressione arteriosa: nuovi bersagli molecolari per il rischio cardiovascolare
Fonte: Meena et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaf725. I meccanismi biologici che conducono all’aumento della pressione arteriosa e allo sviluppo delle malattie cardiovascolari (CVD) non sono ancora completamente chiariti. Un ampio studio di Mendelian randomization (MR) proteome-wide ha analizzato il ruolo causale delle proteine plasmatiche nella regolazione della pressione arteriosa e il loro impatto sul rischio di eventi cardiovascolari, offrendo nuove prospettive sui pathway molecolari coinvolti. Gli autori hanno valutato il potenziale effetto causale di 2.007 proteine plasmatiche sulla pressione arteriosa sistolica e diastolica, identificando successivamente quelle associate anche a cardiopatia ischemica (CAD) e ictus. Analisi avanzate, tra cui network MR e colocalizzazione bayesiana, sono state utilizzate per stimare quanto del rischio cardiovascolare fosse mediato dall’aumento pressorio e...leggi la news - Morfologia dell’appendice atriale sinistra e rischio di ictus: maggiore prevalenza nei pazienti afroamericani
Fonte: Wahaj et al https://doi.org/10.1161/JAHA.125.042619. Uno studio recente ha esplorato se le differenze anatomiche della morfologia dell’appendice atriale sinistra (LAA) possano spiegare in parte le disparità di rischio di ictus tra pazienti di diversa razza e sesso. Sono stati analizzati 211 pazienti sottoposti a tomografia computerizzata per caratterizzare la morfologia della LAA. I pazienti sono stati suddivisi per razza auto-riferita (neri vs non neri) e sesso. Ogni morfologia LAA è stata classificata secondo il rischio relativo di trombosi pubblicato in letteratura: da più basso a più alto rischio: chicken wing, windsock, cactus e cauliflower. Sono stati confrontati punteggi e prevalenza tra gruppi e condotte analisi di regressione logistica per valutare l’associazione di razza e sesso...leggi la news
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verapamil usato dagli AA.
Staremo a vedere....!
Ci fu però un periodo in cui si disse che rallentava l'insorgenza della nefropatia diabetica poi tutto ciò scomparve ( a parte il fatto che se si riduce la PA si rallenta comunque la progressione della nefropatia).
Speriamo che il buon vecchio verapamil questa volta riesca nell'intento.
Comunque l'orientamento al risparmio della beta cellula è la strada principe della ricerca sul Diabete, pertanto qualsiasi spunto è da approfondire.
Sarà interessante vedere come questa scoperta possa essere sviluppata ulteriormente e se il verapamil si confermerà come un farmaco efficace nel prevenire e migliorare il decorso del diabete.
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